Festa del Baito Stampa

26-27 Agosto 2017

Tradizionale festa del Baito, dove si potrà vedere come si faceva il formaggio una volta e degustare piatti tipici e tradizionali.

Programma

 

Sabato 26 Agosto
Ritrovo ore 15:00
Escursione guidata dal C.T.G.  lungo i sentieri dei Cimbri.
Dalle ore 19:00 apertura dei chioschi (saranno serviti gnocchi di malga e piatti tipici).
Dalle 22:00 SERATA MUSICALE CON  D.j.  Set

Domenica 27 Agosto

Dalle ore 9:00 mostra di prodoti tipici del Parco regionale della Lessinia e di artigianato del gruppo "La Rengaia". Partenza per l'escursione guidata dal C.T.G.  lungo i sentieri dei Cimbri.

Alle ore 12:00 apertura chioschi (saranno serviti gnocchi di malga e piatti tipici).

Dalle ore 15:00 dimostrazione di come veniva lavorato il latte nella Baita del 1800 con degustazione del formaggio appena preparato. Esibizione  del cantastorie Otello Perazzoli  e visite guidate al baito .

Una descrizione del Baito e dei sui attrezzi:
A Roverè si racconta che una volta i contadini della contrade circostanti, disturbati durante il loro cammino da "fate" e "anguane" portassero il loro latte in queste piccole baite, interamente costruite in pietra della Lessinia, per lavorare il latte assieme agli altri abitanti della zona. All' interno, dove ancora domina il profumo della legna arsa che veniva utilizzata per portare a temperatura ottimale il latte, troviamo la "Caldera" sorretta dalla "Musa".Possiamo inoltre notare, alzando il capo verso le travi, l' attrezzo più antico che veniva utilizzato per la produzione di grandi quantità di burro.Che per mezzo di uno stantuffo e tramite il movimento inferto dalla mano dell' uomo creava dalla panna, che veniva separata dal latte tramite affioramento e poi raccolta con la "copa" , il condimento per eccellenza in Lessinia il Burro.Poi col passare degli anni e con l' intelligenza dei casari si inventò un sistema un pò più moderno che utilizzando la forza centrifuga, ed un minore spreco di forza fisica, rendeva la vita ai produttori di burro più facile e quindi dal nulla spuntò la "Zangola" .